Passare al contenuto principale

Pubblicato il 20 agosto 2026

«La mobilità del futuro dipenderà dalla disponibilità di alloggi a prezzi accessibili in zone centrali per le generazioni più anziane».

In quali settori è possibile risparmiare maggiori risorse? Lo sviluppo centripeto è una pratica sostenibile? Ha risposto a queste domande Susanne Kytzia, professoressa presso la Scuola universitaria professionale della Svizzera orientale, dove insegna e fa ricerca sulla costruzione di infrastrutture sostenibili.

Che cosa significa per Lei «economia circolare»?
L’idea dietro il concetto di ciclo dei materiali urbani è che le persone possano soddisfare le proprie esigenze senza sfruttare eccessivamente le risorse naturali. La strategia scelta dipende dalla risorsa sfruttata e dai beni prodotti a partire da essa. Per esempio, i metalli possono essere facilmente riutilizzati, con il suolo le cose si complicano.

In quali settori è possibile risparmiare maggiori risorse?
Nei settori la cui intera catena di creazione del valore è localizzata in Svizzera, cioè l’agricoltura e l’edilizia. Hanno un grosso impatto anche le economie domestiche private e le prestazioni e imprese regolamentate a livello statale, che ci riforniscono, ad esempio, di elettricità, calore e acqua e smaltiscono rifiuti come le acque di scarico.

Quanto consuma il settore edilizio?
L’edilizia è responsabile del consumo di circa la metà delle risorse in Svizzera. Risorse minerarie come sabbia e ghiaia per il calcestruzzo e calcare, marna e argilla per il cemento. Al consumo di risorse in Svizzera, si aggiunge il consumo legato a beni prodotti all’estero e importati nel nostro Paese, ad esempio quando per realizzare tali prodotti vengono estratti ferro o minerali di rame. Per quanto riguarda le emissioni di gas a effetto serra, l’esercizio delle infrastrutture, ovvero il nostro modo di utilizzare edifici e vie di comunicazione, svolge un ruolo decisivo: il traffico e gli edifici rilasciano notevoli quantità di gas a effetto serra.

Lo sviluppo centripeto impedisce l’edificazione nelle periferie e permette di destinare meno risorse alla costruzione di infrastrutture, con una conseguente tutela del suolo. Giusto?
Sì, si potrebbe dire così. Tuttavia, preservare il valore delle infrastrutture richiede un maggiore consumo di risorse che costruire ex novo nuovi tratti di rete, soprattutto nel caso delle infrastrutture di trasporto. E non vanno dimenticate le misure di ampliamento di infrastrutture negli insediamenti già esistenti: se una città come Zurigo estende la propria rete di teleriscaldamento o realizza la copertura di un’autostrada, consuma notevoli risorse. Da questo punto di vista, lo sviluppo centripeto non migliora il bilancio in maniera sostanziale.

Sostituire un edificio non è il massimo in termini di consumo di risorse. Anche Lei è di questo avviso?

È giustificato sostituire un edificio se quello nuovo mette a disposizione meno superficie abitativa pro capite e se non sfrutta fonti energetiche fossili. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo fatto troppi pochi passi avanti in questa direzione. Visti i costi esorbitanti degli edifici sostituivi, anziché ridurre la superficie abitativa solitamente la si aumenta per venderli o affittarli a prezzi elevati. La prima argomentazione a favore della costruzione di edifici sostitutivi non è quindi valida. Le pompe di calore e le condotte di teleriscaldamento possono essere integrate anche in immobili già esistenti, e quindi anche la seconda argomentazione non ha ragion d’essere.

Lo sviluppo della mobilità intende promuovere il traffico ciclopedonale, i trasporti pubblici e la condivisione dei veicoli. Ciò va a favore dell’economia circolare?
Chiaro, si tratta di forme di mobilità che richiedono l’uso di meno materiali. Mi preoccupa però il fatto che le generazioni più anziane siano più restie ad abbandonare l’auto in favore di altre forme di mobilità. Queste generazioni in futuro rappresenteranno la maggioranza e dispongono di molto tempo libero. Le abitudini di trasporto sono strettamente collegate alle loro scelte abitative: se tali persone seguiteranno a vivere nelle zone periferiche, continueranno a privilegiare l’automobile. La pianificazione della mobilità del futuro dipenderà quindi dalla disponibilità di alloggi a prezzi accessibili in zone centrali per tali generazioni. In tal caso, anche questo gruppo di persone inizierà a usare maggiormente i mezzi pubblici e altre offerte.

Newsletter ARE

Trasformare un capannone industriale in una caffetteria, riciclare il pietrisco ferroviario, valorizzare un pascolo convertendolo in una superficie per l’avvicendamento delle colture: l’economia circolare consente di ridurre il consumo di risorse e le emissioni di gas a effetto serra. Scoprite nella nuova newsletter dell’ARE come la pianificazione territoriale e lo sviluppo dei trasporti contribuiscano a promuoverla.