Revisione parziale dell'ordinanza sulla pianificazione del territorio: il Consiglio federale apre la consultazione

Berna, 28.08.2013 - Nella sua seduta odierna, il Consiglio federale ha aperto la consultazione sull'avamprogetto di revisione parziale dell'ordinanza sulla pianificazione del territorio. Grazie a questo nuovo testo normativo, alle Direttive tecniche sulle zone edificabili e all'Integrazione alla Guida sulla pianificazione direttrice, viene attuata la volontà popolare espressa con il voto del 3 marzo 2013 con l’approvazione della revisione della legge sulla pianificazione del territorio. Questi tre strumenti servono in particolare a pilotare lo sviluppo degli insediamenti verso l'interno. La consultazione si concluderà il 30 novembre 2013.

Il 3 marzo 2013, il 62,9 per cento dei votanti ha accolto la revisione parziale della legge sulla pianificazione del territorio (LPT). Dopo il voto popolare, sono stati elaborati i necessari strumenti di attuazione, adattando soprattutto l'ordinanza del 28 giugno 2000 sulla pianificazione del territorio. Per il calcolo del fabbisogno di zone edificabili sono determinanti le «Direttive tecniche sulle zone edificabili», elaborate congiuntamente da Confederazione e Cantoni. L'ordinanza e le direttive sono completate da un'«Integrazione alla Guida alla pianificazione direttrice» in ambito insediamenti. In merito a questi tre strumenti di attuazione strettamente interconnessi, il Consiglio federale ha deciso in data odierna di aprire la procedura di consultazione.

La gestione dello sviluppo centripeto degli insediamenti è l'elemento centrale dell'attuazione della revisione della LPT: in futuro gli insediamenti devono situarsi maggiormente in comprensori già edificati e ben raggiungibili. Inoltre, occorre sfruttare maggiormente i potenziali di sviluppo interno, ad esempio tramite una densificazione o una riqualifica di aree dismesse. Le zone edificabili sovradimensionate vanno ridotte e spostate laddove sono necessarie. A tale scopo, sono fondamentali i piani direttori cantonali, con le loro strategie cantonali di sviluppo territoriale e le indicazioni relative allo sviluppo degli insediamenti. I Cantoni adatteranno i propri piani direttori dopo l'entrata in vigore degli strumenti di attuazione sulla base dei testi definitivi.

Le zone edificabili vanno adeguate al fabbisogno

In futuro, in linea di principio, le dimensioni delle zone edificabili non dovranno più essere calcolate per il singolo Comune, ma per Cantone secondo le prescrizioni del Consiglio federale. Per quanto riguarda le zone per l'abitazione, le zone miste e quelle centrali, che costituiscono il 70 per cento circa delle superfici edificabili, viene quindi definito un criterio il “tasso di sfruttamento cantonale”) che stabilisce quando le superfici edificabili di un Cantone risultano essere nel loro complesso troppo grandi. Questo criterio è applicabile su tutto il territorio nazionale e tiene conto anche delle specificità regionali. Nell'ambito di questo nuovo quadro d'orientamento, i Cantoni sono liberi di emanare prescrizioni per i Comuni e le regioni.

Le zone edificabili di un Cantone non risultano sovradimensionate, se servono a coprire il numero di abitanti e persone occupate pronosticati in un orizzonte di 15 anni (quoziente di sfruttamento del 100 per cento). Se questo quoziente di sfruttamento risulta leggermente inferiore, è possibile azzonare se si compensano questi nuovi azzonamenti con una superficie equivalente di dezonamenti, oppure se queste riconversioni vengono cautelate in sede di pianificazione del territorio. Se un Cantone presenta un quoziente inferiore al 95 per cento, le dimensioni delle zone edificabili devono essere diminuite nel loro complesso. Infine, se le zone edificabili superano il 100 per cento, il quoziente sta a indicare un potenziale di nuovi azzonamenti cantonali. Attualmente, per i tassi di sfruttamento cantonali, sono disponibili solo delle stime. Per il calcolo definitivo dello sfruttamento saranno determinanti gli scenari rilevanti sull'evoluzione del numero di abitanti e occupati in un arco temporale di 15 anni, al momento dell'adattamento del piano direttore.

Per il momento sono possibili azzonamenti solo in casi eccezionali

La revisione della LPT sancisce che la dimensione complessiva delle zone edificabili non può essere aumentata fino all'approvazione degli adattamenti del piano direttore cantonale da parte del Consiglio federale. La revisione dell'OPT prevede sostanzialmente, in questo lasso di tempo, una compensazione per tutte le zone edificabili mediante una superficie equivalente. Per quel che riguarda le zone destinate a utilizzazioni pubbliche (ospedali, scuole superiori ecc.) o i progetti d'importanza cantonali (poli di sviluppo residenziali o occupazionali, grandi progetti urbanistici in relazione ai programmi d'agglomerato di prima generazione) sono tuttavia previste disposizioni meno restrittive.

In vista dell'auspicata entrata in vigore della revisione parziale del 15 giugno 2012 della LPT, prevista per la primavera del 2014, il Consiglio federale ha avviato in data odierna la procedura di consultazione relativa alla revisione parziale dell'ordinanza sulla pianificazione del territorio e agli strumenti di attuazione complementari. La consultazione terminerà il prossimo 30 novembre 2013.

Nel quadro della consultazione, vengono sottoposte a parere anche le disposizioni OPT necessarie ad attuare la revisione parziale della LPT relativa alla tenuta di cavalli nella zona agricola, adottata dal Parlamento il 22 marzo 2013.


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Dr. Maria Lezzi
Direttrice dell'Ufficio federale dello sviluppo territoriale ARE
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